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  • Nei e lesioni pigmentate e non pigmentate della pelle e delle mucose

    LA DIAGNOSTICA CLINICA E STRUMENTALE DELLE LESIONI CUTANEE PIGMENTATE

    Una della competenze più importanti del Dermatologo è la diagnostica delle lesioni cutanee e mucose pigmentate (e non pigmentate), con la funzione principale di identificare precocemente lesioni sospette o maligne. Queste comprendono principalmente i nei melanocitari clinicamente atipici, il melanoma, le forme preneoplastiche epiteliali (cheratosi attiniche), i tumori epiteliali maligni, come il carcinoma basocellulare, il più frequente, e lo spinocellulare. La competenza specifica e peculiare del dermatologo nella identificazione ed interpretazione dei segni e dei sintomi cutanei si è negli ultimi decenni arrichita della implementazione di strumenti di diagnostica non invasiva. (Continua sotto)

    Nei e lesioni pigmentate e non pigmentate della pelle

    Fra questi assume una posizione predominante la diagnostica epimicroscopica (epiluminescenza edepimicroscopia in luce polarizzata manuale e comupterizzata), che permette al dermatologo di “entrare” visivamente all’interno della lesione e di analizzarne minuti segni su cui oggi si basa un modo totalmente differente di affrontare la diagnosi clinica.
    La cosiddeta “mappatura” dei nevi ne è forse la applicazione più comune. Si tratta di analizzare da capo a piedi la pelle del paziente e di identificare le lesioni pigmentate (e non- pigmentate) più particolari o quelle francamente sospette, sempre nel contesto delle caratteristiche della pelle di ogni singolo soggetto: l’ausilio della epimicroscopia, anche se computerizzata, non sostituisce in tal senso la competenza dello specialista nell’inquadrare correttamente la lesione nel contesto di una valutazione globale della pelle, della storia e delle condizioni di salute dell’individuo.

    I medici oggi danno un valore particolare e mai trascurabile alla serena periodica autovalutazioneglobale della propria pelle (ogni 1-3 mesi, es. dopo una doccia), identificando macchie o neoformazioni che attirino la nostra attenzione (segno del”brutto anatroccolo”), portandoci eventualmente a segnalarla al medico curante e/o allo specialista, che potrà effettuare gli approfondimenti de caso. Criteri accreditati per sospettare una anomalia in una lesione pigmentata identificata durante la autovalutazione della pelle o delle mucose sono riassumibili nelle prime lettere dell’alfabeto:

    ABCDE

    • A = asimmetria (di forma, colore)
    • B = bordi irregolari
    • C = molti colori, distribuiti disordinatamente
    • D = dimensioni > 6 mm e che cambiano
    • E = evoluzione di uno o più segni di sospetto.

    Cosa significa fare una autovalutazione della pelle e delle mucose?

    Non ci sono regola ferreamente codificate: nella maggiore parte dei casi è consigliabile una serena osservazione globale ogni 1-3 mesi ( es. dopo una doccia), della propria pelle, compreso il dorso e le spalle, gli spazi interdigitali, la pianta dei piedi, il palmo delle mani, il cuoio capelluto, le orecchie, l’area genitale ( anche la parte mucosa visibile). In soggetti a rischio o sottoposti ad asportazione di nevi displastici o melanoma è consigliata una valutazione regolare circa mensile. Occorre osservare la globalità delle lesioni pigmentate, non fissarsi su minute misurazioni od osservazioni con lente di ingrandimento: è importante segnalare al medico gli elementi di apparente novità o cambiamento, anche una semplice impressione. Nessuna analisi computerizzata può raccontare la storia della evoluzione di una lesione pigmentata nè fare diagnosi di certezza

    Cosa fa lo specialista durante la visita dei nei?

    Egli raccoglie le informazioni fornite dal paziente, valuta gli eventuali fattori di rischio, valuta la pelle e le mucose, da capo a piedi, analizza ed inquadra le lesioni cutanee più degne di interesse con appositi strumenti di visualizzazione analogici e digitali, in alcuni casi memorizzando i parametri delle immagini epimicroscopiche più significative nel contesto delle lesioni cutanee di una particolare area anatomica, utile in casi selezionati per il followup. In base alle evidenze attuali ed alle linee guida per la pratica della dermoscopia, la registrazione digitale di tutti i nei di un individuo è priva di valore pratico. Il dermatologo fornisce infine consigli ed indicazioni specifiche per le caratteristiche della pelle del paziente e, in caso di sospetto diagnostico (lesione pigmentata clinicamente atipica, neoformazione epiteliale sospetta), pone indicazione per una valutazione anche istopatologica: si renderà in questo caso necessario un piccolo inettrevento di asportazione (biopsia escissionale).

    Cosa succede se una lesione della pelle o della mucose risulta clinicamente sospetta?

    Una volta identificata la lesione sospetta, viene programmata una biopsia escissionale, ovvero la asportazione completa della lesione, con la precisa funzione di confermare il sospetto diagnostico su base clinica, con la valutazione da parte dello specialista dermatopatologo.
    La asportazione della maggior parte delle neoformazioni cutanee viene effettuata in regime ambulatoriale in anestesia locale con una procedura chirurgica di norma scarsamente o moderatamente invasiva.

    Poiché ogni procedura chirurgica, anche se non prevede il ricovero deve essere effettuata in ambiente autorizzato e con requisiti strutturali, impiantistici, organizzativi e di sicurezza idonei, viene data opzione al paziente di effettuare il trattamento dermochirurgico presso la nostra struttura di assistenza sanitaria specialistica, essendo disponibile una sala chirurgica di classe B5 autorizzata ai sensi del LRGV n.2501 del 6/8/2004.

    L’esame istopatologico viene effettuato con tecniche spesso molto particolari e, principalmente, avvalendosi obbligatoriamente delle competenze specifiche dello specialistica anatomopatologo. In questi casi, di norma. il nostro appoggio è l’Unità Operativa Autonoma di Anatomia ed Istologia Patologica dell’ULS 1, con la quale è formalizzato un rapporto di convenzione.

    Perché è utile la diagnosi epimicroscopica?

    Oltre che nella valutazione dei nei, la diagnostica epimicroscopica è impiegata routinariamente nella diagnostica dei tumori epiteliali (basalioma, spinalioma), nelle identificazione di forme pre-neoplastiche (cheratosi attiniche) e nella diagnostica delle lesioni pigmentate e non pigmentate benigne. Queste valutazioni sono utili, nonchè doverose, nel momento in cui si accorda di affrontare la asportazione di lesioni cutanee a scopo estetico o funzionale, specialmente quando è previsto l’impiego di tecnologie laser. Lesioni cutanee sospette e i nei non vanno mai infatti trattate con tecnologie laser, bensì analizzate anche istologicamente e correttamente trattate.

    L’ambulatorio Qderm ospita diverse piattaforme laser ablative e non ablative in ambienti idonei: la diagnosi corretta, specialmente nel caso di lesione pigmentata (trattamento laser delle“macchie” di viso, decoltè, mani, avambraccio, ecc.: alcune di esse possono richiedere di non essere trattate con tecnologie laser), è premessa necessaria di ogni trattamento: per questo motivo la diagnosi preliminare preoperatoria è supportata sempre da una diagnostica intraoperatoria con visualizzazione in luce polarizzata.

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